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Musica liturgica e contemplazione

Non c’è dubbio che la prima esperienza che il comune fedele fa della contemplazione divina, è quella suscitata dalla musica liturgica. Elemento essenziale di quella che è una comunicazione tra terra e cielo, una penetrazione dell’eterno nel tempo, la musica liturgica, quando ben fatta, tocca il cuore e trasforma in modo stupefacente. Si può dire serenamente, senza tema di sbagliare, che il metodo ordinario di evangelizzazione dei monaci dell’ Athos sia la loro liturgia, in cui la musica ha forse il posto d’onore. Quanti, quanti sono tornati dalla Santa Montagna toccati dalla Divina Presenza dopo aver assistito ad una veglia monastica. Bisogna riconoscere che la musica bizantina ha il dono di toccare veramente il cuore e di suscitare la preghiera. Altrettanto forse si può dire di tante altre forme liturgiche, di oriente come di occidente. Ma la domanda che si pone questo articolo è la seguente: è possibile trovare una musica che elevi lo spirito al sublime, al di fuori di un esplicito riferimento a Dio?

 

Dello spirituale nell’arte

Il tema rientra nel desiderio di ampliare i confini della nostra fede. Come già descritto nell’articolo “La profezia delle reliquie ed il vero dono della Speranza”, si tratta di cominciare ad andare oltre, senza escluderla, l’ “Economia della salvezza individuale”. Nel momento in cui la nostra attenzione si sposta verso tutta la creazione, che geme (come dice San Paolo), attendendo la redenzione. Quando il nostro cuore si accorge di far parte di un generale e grandioso movimento di “conversione” di tutto il cosmo verso Dio. Quando comprendiamo che il Cristo, per mezzo del quale tutte le cose sono state create, è anche il termine di una conversione solenne di tutte le creature che vedono in Lui il Salvatore, in quanto Egli ricapitola in sé tutto il creato. In quel momento comprendiamo che il fine ultimo dell’opera di Dio, è un cosmo nuovo, in cui il Signore sarà tutto in tutti (1 Corinzi 15,28). Ecco allora che tutto quanto di buono (ed è molto) viene realizzato nella società degli uomini viene finalmente compreso sotto l’ala della fede. Tutto trova il suo posto nella Chiesa. Ma per cogliere il movimento segreto degli esseri verso Dio, bisogna uscire dalla logica un po’ ristretta di considerare valido solo ciò che parla in modo esplicito e dichiarato il linguaggio della fede. Proprio perché il movimento è segreto, esso non balza agli occhi come evidente e rivestito di chiare forme sensibili, come può essere un coro in una chiesa. Il credente è chiamato a cogliere, tra le pieghe di una attività umana apparentemente laica e non confessionale, quella scintilla di adorazione che lo Spirito infonde in chi cerca sinceramente la Verità. È necessario il passaggio da un materialismo che intende solo le forme sensibili alla comprensione operata dal cuore, di tutto ciò che geme verso Dio, operando tra le apparenze, talvolta ingannevoli, della materia.

Ebbene, oltre ai temi noti della famiglia e del lavoro, troviamo inaspettatamente perle nella cultura dell’uomo. Vi è, per esempio, tutto un filone dell’arte del ‘900, che aspira al sublime, liberandosi proprio dell’inganno delle forme sensibili. Si può dire che forse il fondatore di questo vasto movimento culturale fu Wilhelm Worringer, con il libro “Astrazione ed empatia”, pubblicato nel 1908. Egli sosteneva che le regole pittoriche del rinascimento fossero superate e che in realtà, in società meno materialiste della nostra, l’artista componesse con un impulso primariamente astratto. Vasilij Kandinskij nel 1911 realizza il primo quadro astratto dal titolo “Quadro con cerchio”.  Un’opera che sembrava mettere in pratica i principi di Worringer. Da allora e per buona parte del ‘900, l’arte ha cercato la sua verità oltre le forme sensibili. All’inizio puntando sul colore, come suggerito dallo stesso Kandinskij nel suo testo “Lo spirituale nell’arte”, e poi attraverso il bianco, il nero, il vuoto ed il silenzio. Tutto ciò non è stato ben compreso da molti cristiani. Un po’ perché lo stesso Kandinskij non è che avesse le idee tanto chiare, oscillando non poco verso lo gnosticismo. Un po’ perché nonostante tutto, la gran massa dei credenti, per ragioni comprensibili, insite nella stessa educazione, ha difficoltà a cogliere un valore spirituale che vada oltre la forma sensibile, fino a farne a meno.

 

La ricerca del Sublime

In realtà abbiamo parlato dell’arte visiva per facilità di esposizione, ma nella musica il movimento verso l’astrazione dalle forme era già nato prima del primo quadro astratto di Kandinskij, tanto che alle nuove tendenze della musica questo pittore si ispirò per una delle sue prime tele astratte.

Cerchiamo però ora di capire meglio il senso profondo di questo sviluppo della cultura. Sia nella pittura come nella musica un po’ tutti cerchiamo il “Bello”. Tutti i teorici del bello, poi, ci dicono che esso si trova nella simmetria delle forme, siano esse dipinte, come nella Venere del Botticelli, siano esse suonate, come nella “Marcia Turca” di Mozart.  O comunque in composizioni pittoriche e musicali simili. Tutto ciò ha un senso. Un senso profondo e radicato nella storia, che nessuno contesta. Ma guardiamo la nostra vita. Forse un cristiano appena un po’ impegnato, esclama “Bello!”, solo davanti ad un viso dalle forme simmetriche? No. Non si limita al bello fisico. Un buon cristiano (e spesso anche un non credente) grida “Bello!” anche e soprattutto, se vede qualcuno che vende un appartamento di sua proprietà per fare un dono a un ospedale in Africa. Per esempio, un industriale milanese, Marcello Candia, vendette la sua fabbrica per istituire un’opera missionaria. C’è un’azione. Non ci sono bei visini. Non c’è un disegno perfetto. Non c’è una piacevole armonia o una melodia orecchiabile. C’è una VIRTU’. C’è la generosità, l’altruismo, la Carità. E giustamente, lo stesso, noi diciamo “Bello!”. Ci siamo mai chiesti perché? Non ci sono forme e diciamo bello! Riflettiamoci. Si potrebbero fare molti esempi del genere, tratti dalla vita dei santi come di comuni credenti. Nel martirio ci sono sangue, torture, organi asportati. Dove sta il bello? Eppure diciamo “Bello!”, ed ammiriamo.  Ecco allora, che i pittori ed i musicisti del ‘900 hanno cercato questa bellezza. Non riproducendo il martirio nelle tele o nei concerti, ma cercando di riprodurre ciò che ci fa esclamare bello davanti ad un martirio: il sublime. È infatti il sublime il bello di ogni virtù.

 

Il sublime nell’arte e nella musica di oggi

I cristiani sono avvantaggiati nel comprendere il “Sublime”. Essi, infatti si rendono conto che dietro alle virtù che ammirano, c’è Dio. Anzi, San Massimo il confessore affermava che oggi il modo ordinario dell’incarnazione del Signore consiste proprio nelle Virtù. Esse riflettono la bellezza Divina, il Suo agire così come lo riportano i Vangeli.  Ma come può rendere il sublime un quadro, che in fondo è un’immagine? Detto così sembra impossibile. L’unico modo sembrerebbe quello classico di ricorrere alle forme, e disegnare una storia virtuosa. L’arte visiva e musicale contemporanea, sembra invece aver trovato una strada diversa. È per questo che ne parliamo. Proviamo per esempio a contemplare un bel panorama:

Di fronte ad un bel panorama come questo, diciamo bello! Soprattutto se lo osserviamo dal vivo. Fate attenzione. Non c’è grande armonia di linee. Allora perché è bello? Proviamo a togliere il cielo con l’immaginazione. Tutto cambia. Siamo meno entusiasti. Perché? Perché il cielo conferisce all’insieme la caratteristica del “GRANDE”. Dell’immensità. Noi ci sentiamo piccoli di fronte ad uno spettacolo che, in rapporto a noi, sembra quasi infinito.  Non ce ne rendiamo conto, ma è così. Ecco dove sta nascosto il “divino”. La bellezza di un panorama non sta nella simmetria delle forme, ma nel sentirci noi piccoli di fronte all’infinito, all’infinito di Dio.  Si tratta di un segno, di un rimando, che un panorama suggerisce anche agli atei, solo che essi non lo chiamano così. Non lo identificano in modo chiaro. Ecco allora che si parla di Sublime. Per i cristiani come per gli atei, si tratta di vera contemplazione. L’arte astratta, nella storia, cercò di riprodurre in chi guardava questo stesso sentimento. Non a caso spesso si avvaleva di tele molto grandi. Si può dire che il compimento di questa ricerca si sia realizzato intorno agli anni ‘50 e ‘60. Dopo, l’arte astratta iniziò a declinare. In quegli stessi anni, la scuola chiamata scuola di New York (John Cage, Morton Feldman e altri) cercò il sublime musicale in una severa rinuncia alla melodia orecchiabile. La musica veniva piuttosto identificata come insieme di suoni, così come i pittori astratti spesso pensavano le loro opere partendo dal colore. Soprattutto in compositori come Morton Feldman, la musica si faceva rarefatta, dolce, sfumata, portatrice del cuore della ricerca di questa scuola: il silenzio. Non un silenzio materiale, ma una musica che introduceva ad una atmosfera raccolta e silenziosa. Una musica che favoriva la meditazione.

 

Facciamo insieme una esperienza: la raccolta “Emblemi” di Osvaldo Coluccino

Nato nel 1963, il compositore e poeta Osvaldo Coluccino è uno dei migliori compositori italiani viventi. La sua musica va oltre il silenzio della scuola di New York, ed in “Emblemi” si propone per “riquadri”. Cioè per il succedersi di momenti musicali, intervallati da una breve pausa. In ognuno di questi momenti, intervengono alternandosi i vari strumenti dell’Ensamble che esegue lo spartito. È una musica che richiama la migliore ricerca della pittura astratta degli anni ‘50 e ‘60, come Yves Klein e Manzoni. Nei brani che proporremo saranno proprio le opere di questi ed altri artisti ad accompagnare la delicata e dolce ricerca del sublime operata da Osvaldo Coluccino, densa di suoni sfumati e leggeri, che invitano ad andare “oltre”. Vi ricordiamo che non si tratta di musica da intrattenimento.  È un’esperienza impegnativa, che richiede silenzio e concentrazione. Raccomandiamo di ascoltare solo un emblema alla volta, aspettando qualche tempo o giorno prima di passare al successivo.

 

Ecco i link con YouTube

EMBLEMA 1

https://www.youtube.com/watch?v=APs3_sM2f0I&list=RDAPs3_sM2f0I&start_radio=1

EMBLEMA 3

https://www.youtube.com/watch?v=JJOMoaqbgS0&list=RDJJOMoaqbgS0&start_radio=1

EMBLEMA 4

https://www.youtube.com/watch?v=BEpQLBl5nRE&list=RDBEpQLBl5nRE&start_radio=1

EMBLEMA 5

https://www.youtube.com/watch?v=DtS7EeDgULU&list=RDDtS7EeDgULU&start_radio=1

EMBLEMA 6

https://www.youtube.com/watch?v=aHDDW83uFzw&list=RDaHDDW83uFzw&start_radio=1

EMBLEMA 7

https://www.youtube.com/watch?v=tNlTykF-7WY&list=RDtNlTykF-7WY&start_radio=1