Cosa dice San Paolo sulla resurrezione?
“Ora, se si predica che Cristo è risuscitato dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti? Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato! Ma se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede” (1 Corinzi 15,12-14). Tutto questo è riassunto anche nel credo che recitiamo tutte le domeniche in chiesa. Eppure…..eppure mica ci crediamo tanto. Certo, festeggiamo la Pasqua. Cristo è risorto! È veramente risorto”, diciamo. Ce lo diciamo come una santa abitudine. È Pasqua e si deve dire. Si Lui è risorto, d’accordo….ma noi….in fondo finiamo nella polvere, mentre il corpo del Cristo non ha fatto in tempo neanche a putrefarsi…..confessiamolo una buona volta. Credere alla resurrezione dei corpi ci è difficile. Meglio credere alla sopravvivenza delle anime. Quella sì. Quella ci riesce più facile. Si muore, passiamo un giudizio, e se siamo stati buoni andiamo in Paradiso. Fine. Ma è questa la fede Ortodossa? Suvvia! Abbiamo bisogno ….di passare la revisione. Un po’ come le macchine, che dopo 20.000 chilometri devono fare il tagliando.
L’origine del problema
Per convertirci è bene “cambiare pensiero”. Metanoia vuole appunto dire andare “oltre il pensiero”. C’è un ostacolo mentale da superare. Quale? Cominciamo da questo versetto:
“E’ lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla” (Giovanni 6,63).
Dalla comprensione di questo versetto, del Vangelo di Giovanni, dipende una corretta fede nella resurrezione dei corpi. Certo, ci può essere chi interpreta male. Gli gnostici di tutte le epoche, hanno creduto di leggervi, che la materia è un male. Ma Gesù non dice questo. Dice che non è la carne a dare la vita, ma lo Spirito. Sta qui invece il nostro problema. Per noi è la carne che dà la vita. È il nostro cervello che ci fa pensare ed agire. Lo studiamo a scuola. E poi se vogliamo il cervello di una mucca, ce lo possiamo comprare dal macellaio. E cosa è? Un pezzo di ciccia! Dunque la ciccia pensa, fa disegnare il nostro corpo fino a creare capolavori d’arte, ci fa fare ricerche scientifiche, scrivere poesie sublimi, ed anche soltanto parlare con gli altri. Fa tutto quel pezzo di ciccia “un tanto al chilo”. Ma certo! Ce lo ha detto la maestra….Ce lo ripetono i professori. È tutto lì. Dunque se il cervello muore, fine di tutto. O meglio, qualcosa rimane. Sì, certo, l’anima, che spunta evidentemente al momento della morte, perché prima non c’era. Non ce ne era bisogno. Ora l’anima serve, quindi la facciamo apparire al momento della morte, così possiamo essere cristiani. A questo punto la storia della salvezza diventa la storia dell’anima. Ma che contorsione!
Aprire gli occhi della ragione
Ma ci rendiamo conto, che crediamo fermamente a delle autentiche scemenze! Ma non sarà il caso di svegliarsi? Ma davvero vogliamo credere che un pezzo di carne come il cervello, pensi e crei opere d’arte? Per visualizzare meglio la stupidità di simili credenze, facciamo un esempio concreto: il televisore. Credere che sia il cervello a pensare, equivale a credere che mentre vediamo uno spettacolo di varietà al televisore, esso sia contenuto nella scatola stessa della nostra televisione. Poiché le onde elettromagnetiche che lo “portano” all’apparecchio, non si vedono, giustamente noi pensiamo che il teatro sia contenuto nella scatola. Se crediamo davvero che sia il nostro cervello a pensare ecco che crediamo anche qualcosa del genere….
È un problema serio! Siamo talmente condizionati da credere a delle assurdità, che nemmeno ce ne rendiamo conto. Non solo. Ma se un professore universitario si azzardasse ad esprimere i dubbi qui presentati, verrebbe immediatamente licenziato. E non si creda che sia tutta colpa del “materialismo dei tempi moderni”. Il problema c’era anche tra gli ebrei al tempo di Gesù, tanto che alcuni di loro, i Sadducei, non credevano nella resurrezione dei corpi.
La risposta di Ezechiele
La soluzione ce la illustra bene il Profeta Ezechiele:
“La mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi portò fuori in spirito e mi depose nella pianura che era piena di ossa; mi fece passare accanto a esse da ogni parte. Vidi che erano in grandissima quantità nella distesa della valle e tutte inaridite. Mi disse: «Figlio dell’uomo, potranno queste ossa rivivere?». Io risposi: «Signore Dio, tu lo sai». Egli mi replicò: «Profetizza su queste ossa e annuncia loro: «Ossa inaridite, udite la parola del Signore. Così dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete. Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete. Saprete che io sono il Signore»». Io profetizzai come mi era stato ordinato; mentre profetizzavo, sentii un rumore e vidi un movimento fra le ossa, che si accostavano l’uno all’altro, ciascuno al suo corrispondente. Guardai, ed ecco apparire sopra di esse i nervi; la carne cresceva e la pelle le ricopriva, ma non c’era spirito in loro. Egli aggiunse: «Profetizza allo spirito, profetizza, figlio dell’uomo, e annuncia allo spirito: «Così dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano»». Io profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi e ritornarono in vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato” (Ezechiele 37,1-10).
È stato riportato un brano piuttosto lungo dell’antico testamento, perché esso rende bene, e spiega cosa succederà ed in che cosa consiste la resurrezione. Soprattutto questo passo di Ezechiele illustra con chiarezza il versetto del Vangelo di Giovanni, che ci spiega che la vita proviene dallo Spirito. Possiamo sintetizzare tutto nei righi che seguono. L’uomo è dotato di un’anima. Non solo al momento della morte, ma sempre, anche quando è in vita. La parte
“vegetativa” dell’anima, come dicevano i Padri, è quella sua componente che tiene unita la materia, dandogli la forma riconoscibile con i sensi. In questo modo l’anima si unisce intimamente alla carne. Una volta giunta la morte, l’anima si stacca dal corpo, che allora si disgrega. Quando saranno compiuti i tempi, lo Spirito si unirà all’anima, in modo che “Dio sia tutto in tutti” (1 Corinzi 15,28). Così fecondata l’anima permetterà allo Spirito che dà la vita, la completa ricostruzione del nostro corpo. Esso però non sarà più come quello che abbiamo adesso. Essendo formato da un intervento speciale ed in potenza, dello Spirito Santo, essa sarà qualcosa di nuovo e mai visto: sarà un corpo spirituale. Infatti San Paolo dice: “Come risuscitano i morti? Con quale corpo verranno?». Stolto! Ciò che tu semini non prende vita, se prima non muore; e quello che semini non è il corpo che nascerà, ma un semplice chicco, di grano per esempio o di altro genere. Così anche la risurrezione dei morti: si semina corruttibile e risorge incorruttibile; si semina ignobile e risorge glorioso, si semina debole e risorge pieno di forza; si semina un corpo animale, risorge un corpo spirituale” (1 Corinzi 15,35-44).
Conclusioni
San Paolo, unitamente ad Ezechiele, ci ha dato la risposta che cercavamo. Noi viviamo, ci muoviamo, pensiamo, creiamo arte e scienza, lavoriamo, parliamo etc. perché abbiamo un’anima che domina forma ed usa la carne. A cominciare dallo stesso cervello. La resurrezione avverrà per mezzo di essa, al compimento della creazione. Questa non è terminata, ma continua fino al compimento dei tempi, in cui Dio sarà tutto in tutti. Allora lo Spirito darà vita alle nostre ossa ed alla nostra polvere. Ecco perché .“E’ lo Spirito che dà la vita e non la carne”.