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Presentiamo qui una meditazione sui primi capitoli del  Vangelo di Luca, versetto per versetto orientata alla scoperta delle Virtù divine attraverso i singoli atti del Signore e nostro Maestro.  Purtroppo sarebbe stato meglio presentare il tutto su due colonne: a sinistra il testo ed a destra il commento. Ma ciò diventerebbe illeggibile nel ristretto schermo di uno smartphone. Pertanto presentiamo prima il testo e poi il commento. Quindi una volta letti alcuni versetti bisognerà scorrere in basso per trovare il loro commento. Questo risulterà scomodo ma permetterà a tutti di poter leggere efficacemente. Come vedrete una parte del commento è subito segnalata ed il suo sviluppo si troverà alla fine del testo del capitolo.

 

VANGELO SECONDO LUCA

CAPITOLO 1

Prologo

1Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi, 2come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e divennero ministri della parola, 3così ho deciso anch’io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre Teòfilo, 4perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

 

 

COMMENTO SU NOMI ED ATTRIBUTI

Qui il protagonista non è direttamente Gesù, ma lo è indirettamente. Perché:

  • Possiamo dedurre qualcosa degli attributi Divini di Gesù da questa esigenza: c’è la necessità di trasmettere (v 1).  Gesù ha fatto qualcosa di talmente eccezionale da imporre la necessità di trasmetterlo. Inoltre è necessaria una scrupolosa adesione a quanto realmente successo (v 2). Perché? Si potrebbero dire tante cose, ma effettivamente una sembra riassumerle tutte: Gesù ha dimostrato, con una autorità regale di essere il Messia. Dunque REGALITA’.

Siamo di fronte ad un dominio regale che si auto-impone, quasi vorremmo dire che si irradia. L’uomo è vice-re con nomina nella Genesi in 1,28.  Il versetto 3 parla di ricerche accurate. Perché? Perché Gesù è stato presente in più posti ed in più modi, tanto da richiedere ricerche, per avere la completezza dei fatti. Dunque: DIFFUSORE. Perché diffonde la sua Messianicità con Autorità in molti paesi e villaggi. Al v-4, infine si parla della solidità degli insegnamenti diffusi: si tratta di una diffusione di ciò che è Vero.

 

  1. NASCITA E VITA NASCOSTA DI GIOVANNI BATTISTA E DI GESU’

Annunzio della nascita di Giovanni Battista

5Al tempo di Erode, re della Giudea, c’era un sacerdote chiamato Zaccaria, della classe di Abìa, e aveva in moglie una discendente di Aronne chiamata Elisabetta. 6Erano giusti davanti a Dio, osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. 7Ma non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.

8Mentre Zaccaria officiava davanti al Signore nel turno della sua classe, 9secondo l’usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di entrare nel tempio per fare l’offerta dell’incenso. 10Tutta l’assemblea del popolo pregava fuori nell’ora dell’incenso. 11Allora gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. 12Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. 13Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni. 14Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, 15poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre 16e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. 17Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto». 18Zaccaria disse all’angelo: «Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni». 19L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a portarti questo lieto annunzio. 20Ed ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a loro tempo».

21Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. 22Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.

23Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. 24Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: 25«Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna tra gli uomini».

 

COMMENTO

Episodio di Zaccaria al tempio

La Messianicità del Cristo necessita di una preparazione perché il popolo sia ben disposto. Come mai? Perché l’annuncio di un Messia è dirompente. “Scombussola” a tal punto da richiedere una preparazione. Dunque Gesù è positivamente “DIROMPENTE”.

 

Ancora: un evento straordinario per annunciare la nascita di un precursore. L’arrivo di Gesù Cristo deve essere preparato. Insieme alla dirompenza che abbiamo esaminato qui forse si aggiunge qualcos’altro. Questo qualcos’altro è colui che deve essere preceduto da Elia, quindi il Messia. Il Salvatore, l’atteso. Per ora ci potremmo concentrare su questo attributo: COLUI CHE E’ ATTESO.

 

L’annunciazione

26Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, 27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». 29A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. 30L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

34Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». 35Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. 36Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: 37nulla è impossibile a Dio». 38Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l’angelo partì da lei.

 

COMMENTO

Il primo attributo che l’Angelo Gabriele dette al nascituro Gesù fu: “sarà grande”. La prima cosa che possiamo dedurre è la grandezza negli eventi messianici della vita di Gesù: i miracoli, l’autorità nel parlare, la fondazione di una fede religiosa che dura ancora ora.  Poi Gabriele dice che sarà chiamato Figlio dell’Altissimo.  Gesù non è solo il Messia, ma come tale è il Figlio di Dio.

 

 

La visitazione

39In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. 40Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. 41Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo 42ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? 44Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. 45E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore».

Il Magnificat

 46Allora Maria disse:

«L’anima mia magnifica il Signore
47e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
48perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
49Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome:
50di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.
51Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
52ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
53ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi.
54Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
55come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza,
per sempre».

56Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

 

Nascita e circoncisione di Giovanni il Battista

57Per Elisabetta intanto si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. 58I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
59Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria. 60Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». 61Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». 62Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. 63Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. 64All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. 65Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. 66Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.

Il cantico di Zaccaria

 67Zaccaria, suo padre, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo:
68«Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
perché ha visitato e redento il suo popolo,
69e ha suscitato per noi un Salvatore potente
nella casa di Davide, suo servo,
70come aveva detto
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:
71salvezza dai nostri nemici,
e dalle mani di quanti ci odiano.
72Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri
e si è ricordato della sua santa alleanza,
73del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
di concederci, 
74liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, 
75in santità e giustizia
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
76E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,
77per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza
nella remissione dei suoi peccati.
78Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio,
ci visiterà un sole che sorge dall’alto,
79per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre
e nell’ombra di morte,
e dirigere i nostri passi
sulla via della pace».
80Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.

 

 

MEDITAZIONE SUL PRIMO CAPITOLO

CAPITOLO 1

 

ATTRIBUTI

  • Regalità

Luca 1 1-3; 1,32

Gesù esprime questo attributo indirettamente già in Luca 1: Egli si impone con tanta autorevolezza come Messia da suscitare l’urgenza in molti di raccontarne la vita. La sua Messianicità, oltre che con le parole è stata annunciata dall’irradiarsi stesso della sua Autorità, dal parlare con autorità. Da qui la Regalità.

Nella vita quotidiana

L’uomo è stato nominato Re del creato in Genesi 1,28. Questo versetto nella versione ebraica, presenta questo senso: “…siate buoni governanti dominate proteggendo….”, animali ed ogni essere vivente (quindi anche le piante e la vegetazione in genere).

Se ci si pensa bene, anche  il Messia esprime una regalità del genere ma ad un live,llo più alto. Egli governa salvando, che è qualcosa di più di proteggere. Noi siamo dunque chiamati ad un buon governo della creazione, che si esprime nel rispetto e nella cura.

Manifestano dunque regalità, tutti coloro che ammaestrano ed educano un animale. Dai fantini ai padroni di un cane. Essi governano gli animali (per esempio i cavalli). Chi porta un cane a guinzaglio esercita su di lui regalità e dominio. Lo stesso si può dire sulle piante. Coltivare piante, sia in modo professionale che per diletto, rientra in questo genere di cura del creato.

Esempi nei santi

Tutti i santi che dimostrano amicizia con le belve, che comandano con autorità, come Sant’ Antonio, Santa Maria Egiziaca e Sant’Onofrio.

 

  • Diffusore

In Luca1, 2, indirettamente, si esprime la necessità di effettuare ricerche, per conoscere i fatti legati alla vita di Gesù. Egli ha diffuso la sua Autorità Messianica in numerosi paesi e villaggi, tanto da richiedere ricerche per riuscire a ricostruire.

Nella vita quotidiana

La diffusione di una Verità, e financo di una informazione, non  è presente solo nell’annuncio evangelico, ma anche in mille altre attività. Si va dalle ricette di cucina alle scoperte scientifiche. Quelle analoghe alla attività del Cristo, sono quelle connesse ad una Verità, come per esempio le conoscenze mediche, quando adeguatamente suffragate da prove che le autentichino, e da una pura intenzione. Parlare ad un congresso, con l’intenzione di aiutare i presenti ad essere informati o ad una conferenza. Diffondere anche in privato conoscenze utili.

 

Esempio dei santi

L’opera di San Paolo, come quella di tutti i santi missionari.

 

  • Dirompente

In Luca 1, 5 e ss, si annuncia la necessità del Battista per preparare le strade al Signore, che altrimenti non sarebbe capito ed accolto, probabilmente perché troppo dirompente, rispetto alle abitudini del popolo. Troppo forte. Presentarsi come Figlio di Dio in Israele a quel tempo necessitava di una validazione, a causa dello scandalo che ne poteva derivare. Si ha la necessità di una preparazione, come Giovanni Battista.

Nella vita quotidiana

Sono dirompenti tutti i portatori di novitò. Come il Vangelo è la Buona Novità, così chi apporta alla comunità una novità, in qualsiasi campo, diventa Dirompente, perché rompe la tranquillità delle consuete abitudini. C’ è allora chi si ribella e aggredisce il portatore di Novità, esattamente come è successo a Gesù. Del resto si dice che “La Verità fa spesso male”….

Nei santi

Tutti gli Apostoli che hanno di conseguenza subito il martirio.

  

  • L’atteso

Luca 1, 5-25

Tutto il popolo attende da secoli il Messia ed è per questo che il suo arrivo deve essere preparato ed annunciato in modo adeguato. In particolar modo in modo da manifestare il compiersi della Profezia: ci sarà come atteso Elia a preparare le strade. Gesù è atteso come Messia e Salvatore. Il massimo. E’ l’atteso per eccellenza. Gesù incarna l’atteso di tutti i tempi e di tutti i popoli al massimo grado, perché la risposta all’attesa è la salvezza.

Nella vita quotidiana

Dovremmo vedere tutti gli attesi come una copia povera dell’Atteso per eccellenza, una copia a buon mercato, ma…. Ma pur sempre un atteso. Colui che porta un bene, che risolve una mancanza. Che riempie un vuoto.

Siamo Gli Attesi , quando andiamo a trovare persone sole che mancano appunto della compagnia che noi gli portiamo. Siamo gli attesi quando da operatori sanitari portiamo a domicilio delle cure. Etc.

Nella vita dei santi

Tutti i santi della Misericordia, come per esempio San Filarete, sono gli attesi da parte dei poveri e degli ammalati che assisteranno

 

5 – La Grandezza

Luca 1,32

Gesù è stato grande per i miracoli compiuti, per l’insegnamento dato con autorità, per aver fondato una fede religiosa durata duemila anni, per essere il Salvatore crocifisso, morto e risorto per noi.

La Grandezza nella vita quotidiana

Noi siamo grandi in quanto uomini perché dotati di intelligenza, di ragione e di amore. Gli animali, pur essendo perfetti non sono così. Siamo grandi perché il battesimo ci ha fatti  fratelli di Gesù, vera immagine di Dio. E’ questa la nostra grandezza. Essere immagine di Dio. Immagine incrinata dal peccato originale, ma immagine.

Nella vita dei Santi

Massimo il confessore è stato un Grande. Ha prodotto una teologia profondissima e fondata sui padri. Ha difeso la fede con la sua Sapienza. Si è fatto uccidere, perché noi, a distanza di 1400 anni si potesse ricevere la verità evangelica intatta e non adulterata da eresie. Sono grandi i Padri della Chiesa, come San Basilio e San Gregorio di Nazianzo.

 

  • – Il Figlio di Dio.

Luca 1,32.34

 

Gesù si dichiara più volte Figlio di Dio, soprattutto nel Vangelo di Giovanni. Indirettamente è anche annunciato in questi versetti.

Nella vita quotidiana

Possiamo considerarci figli di Dio, dopo il Battesimo. Con l’Eucarestia e  la preghiera spontanea possiamo con il tempo acquisire una attitudine filiale e rivolgersi a Dio come a un Padre. Possiamo sentire Lui come l’Unico vero Padre.

Nella vita dei santi

Tutti i Santi hanno vissuto questa attitudine, per il semplice motivo che la santità è appunto il raggiungimento di uno stato di vero e profondo Figlio di Dio.

 

Nella vita quotidiana

Si sono già dette alcune cose. Spicca un esempio importante su tutti: credere, abbandonarsi, anche quando la prova è così dura da essere indotti a pensare che Dio non esista. Infine subito dopo aver fatto la comunione, possedendo dentro di noi il corpo di Cristo, siamo di fatto figli come Lui è Figlio.

 

7-Santo

Lc 1,34

La Santità di Gesù non si discute. Essa si esprime attraverso le sue opere ed il suo comportamento irreprensibile.

Nella vita quotidiana

Come già ricordato la confessione e soprattutto l’eucarestia, sono il momento della santità per tutti. E’ bello vivere questi momenti nella consapevolezza.

Nella vita dei santi

E’ un gioco di parole, ovviamente.Tuttavia ricordiamo l’iconografia, che dipinge i santi dotati di una aureola. La santità è una luce, una energia che promana dal santo e si trasmette a tutto l’ambiente.

 

TESTO

CAPITOLO 2

 

Nascita di Gesù e visita dei pastori

1 In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. 2Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. 3Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. 4Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. 5Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. 6Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. 7Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
8C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. 9Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, 10ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. 12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». 13E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:

14«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

 

 

COMMENTO

ATTRIBUTI

Salvatore

Bambino

 

Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». 16Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. 17E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. 19Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. 20I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.

 

Circoncisione di Gesù e presentazione al tempio

21Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

 

COMMENTO

ATTRIBUTI

Il Nome di Gesù

22Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – 23come è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore – 24e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
25Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. 26Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. 27Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, 28anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:

 

Commento

Attributi

Maschio primogenito

Il Cristo

 

Il cantico di Simeone

«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».

 

COMMENTO

ATTRIBUTI

LUCE

GLORIA

Luca 2,33

 

Profezie di Simeone e di Anna

33Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 34Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione 35– e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».

 

COMMENTO

ATTRIBUTI

COLUI CHE STUPISCE

Luca 2,33

SEGNO DI CONTRADDIZIONE

Luca 2,34

COLUI CHE SVELA I PENSIERI

Luca 2,35

 

 

36C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, 37era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

 

ATTRIBUTI

COLUI CHE SUSCITA GIOIA E LODE AL SIGNORE

Luca 2,38

Vita di Gesù a Nàzaret

39Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. 40Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

ATTRIBUTI

COLUI CHE CRESCE

Luca 2,40

COLUI CHE SI FORTIFICA (CRESCENDO)

Luca 2,40

IL SAPIENTE

Luca 2,40

PIENO DI GRAZIA

Luca 2,40

 

Gesù tra i maestri del tempio

41I suoi genitori si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. 42Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. 43Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. 44Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; 45non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.

ATTRIBUTO

IL NASCOSTO

Luca 2,45

 

46Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava.

Attributi

COLUI CHE ASCOLTA

Luca 2,46

COLUI CHE INTERROGA

Luca 2, 46

 

 

47E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. 48Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo».

ATTRIBUTI

COLUI CHE STUPISCE

Luca 2,47

L’INTELLIGENTE

Luca 2,47

COLUI CHE RISPONDE APPROPRIATAMENTE

Luca 2,47

 

49Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». 50Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
51Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. 52E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

 

ATTRIBUTI

DEDIZIONE

Luca 2,49

 

OBBEDIENZA

Luca 2,51

 

SAPIENZA

Luca 2,52

 

GRAZIA

Luca 2,52

 

COMMENTO  AL CAPITOLO 2

8-Salvatore

Luca 2,11-12

Nel Benedictus si parla di salvezza come salvezza dai nemici e dalle mani di quanti ci odiano ed al vv 77 , come remissione dei peccati.

Nella vita quotidiana

Entrambe le condizioni sono soddisfatte quando certe tentazioni sono allontanate dall’anima di qualcuno. Salviamo qualcuno quando facciamo si che non cada nella rete che Qualcuno gli/le ha teso. Suggerire a qualcuno una via di uscita da un errore. Ammonirlo di fronte ad una scelta che porta al peccato. Non è la stessa “Salvezza” di Dio, d’accordo, ma è un tipo di salvezza.

 

Nella vita dei Santi

Sant’Antonio, padre del monachesimo, dopo 50 anni di vita solitaria, accettò di esercitare l’opera del discernimento dei pensieri con un gruppo di allievi. Metteva a frutto quello che aveva imparato sui pensieri e sulla mente. Dunque l’anziano che insegna al giovane a non cadere nei tranelli del pensiero disposti dagli spiriti maligni, è a tutti gli effetti, analogicamente un salvatore.

 

9-Un bambino

Luca 2,12

Dio in persona si presenta come dice il salmo 131 (130) al v 2:

come bimbo svezzato in braccio a sua madre,
come un bimbo svezzato è l’anima mia.

L’esposizione di questo salmo sta nella prima sua parte:

Signore, non si inorgoglisce il mio cuore
e non si leva con superbia il mio sguardo;
non vado in cerca di cose grandi


superiori alle mie forze.
2Io sono tranquillo e sereno…

E’ per primo Lui ad essere stato tranquillo e sereno, come in braccio a sua Madre. Abbandono e fiducia nella provvidenza.

Nella vita quotidiana

Semplicità. Rifiuto di elucubrazioni inutili ed accademiche, finalizzate a mostrarsi grande, importante. Essere come bimbi.

Di fronte ad una grande prova, come per esempio una tragedia familiare, dà prova di abbandono chi cessa di protestare contro Dio e non si chiede troppi perché, ma accetta. Accetta con fiducia confidente anche ciò che non riesce a capire.

 

Nella vita dei santi

I folli in Cristo mi sembra che diano un esempio, quando sono davvero tali, di semplicità, rifiuto della vanagloria ed abbandono.

 

10 – il nome Gesù

Luca 2,21

Gesù è l’adattamento italiano del nome aramaico Yeshu’a, passato in greco biblico come Iēsoûs e in latino biblico come Iesus; si tratta di una tarda traduzione aramaica del nome Yehoshu’a che è ebreo. Significa :”Yahweh è salvezza”.

Nella vita quotidiana

 Una salvezza che viene da Dio e non dai nostri sforzi, onora il nome di Gesù, che appunto ricorda come tutto dipenda dalla grazia. Quindi l’aiuto nel recuperare la dirittura morale o un comportamento consono ai comandamenti.

 

Nella vita dei santi

Quei santi che ci aiutano a credere che tutto possa dipendere dai nostri sforzi personali. Per esempio, i santi fondatori di monasteri come San Gregorio dell’Athos o Paissios dell’Athos.

 

11- Maschio primogenito sacro

Luca 2,23

 

Qui quello che soprattutto conta è la sacertà. In Israele il maschio primogenito è sacro al Signore. Nella nuova economia siamo tutti sacri e questa liturgia non viene effettuata. Chi custodisce la propria verginità, indubbiamente coltiva la propria sacertà. Forse è l’aspetto più somigliante a quanto descritto nel Vangelo. Verginità con i suoi risvolti di purezza nel comportamento e nello sguardo.

Nella vita quotidiana

I vergini consacrati, cioè i religiosi, andrebbero visti con uno sguardo che tenga conto della loro consacrazione speciale. E’ un modo di essere che al laico sfugge ma che ha densità e peso che non sempre occhi avvezzi al “sensibile” sanno cogliere. Nello sguardo. Nelle movenze. Nel comportamento. Massimo rispetto.

Nei Santi

Non mancano santi monaci. Possono essere utili come spunto di meditazione, quei santi che hanno resistito alle tentazioni contro la loro verginità: Sant’Antonio e Sant’ Efrem  per esempio, ma ci sono martiri noti per aver resistito nella oro consacrazione.

12 – Il Cristo

Luca 2, 26

Cristo (dal greco , Christós) che è la traduzione greca della parola ebraica   mašíakh , che vuol dire «unto». Da questo termine deriva l’ italiano “messia”. Nell’antico Oriente infatti,   sacerdoti e re venivano consacrati con l’unzione.

Nella vita quotidiana

Indubbiamente sono consacrati, unti, prescelti, i sacerdoti, i religiosi e le religiose. Si potrebbe però intendere il termine in senso metaforico per indicare delle attivitò che richiedono una vocazione speciale. Si potrbbe intendere in questo senso le professioni di medico e di insegnante.

Nei santi

Tutti i santi sacerdoti o monaci rientrano tra chi è consacrato. I monaci martiri perché uccisi dentro il loro monastero da predoni o barbari. Martiri uccisi perché sacerdoti.

 

  1. Luce

Luca 2,33

Si intende luce intellettuale, cioè, fonte di conoscenza. Fonte di orientamento nelle tenebre dell’ignoranza.

Nella vita quotidiana

Fornire conoscenza, anche profana, ma soprattutto spirituale. Predicatori e catechisti rientrano in questo attributo. Chi scrive libri o articoli sulla fede, in ambito spirituale, teologico o scritturistico. In senso lato tutti gli insegnanti.

Qualsiasi insegnamento, anche spontaneo, tra fratelli di fede.

Nei Santi

I padri della chiesa e tutti gli scrittori ecclesiastici: i teologi, i biblisti, gli autori di spiritualità, gli storici della Chiesa.

 

14 – Gloria

Luca 2,33

Cosa vuol dire essere gloria di un popolo? Certamente presuppone un essere mostrati, l’avere una vita pubblica riconosciuta. Il riconoscimento non può certamente essere negativo, ovviamente, ma piuttosto vanto. Una sorta di campione positivo del popolo.

Nella vita quotidiana

E’ qualcosa che sfida la quotidianità. Essere il vanto di un gruppo umano, anche piccolo. Vanto in senso spirituale. In genere monaci e sacerdoti conosciuti per la loro capacità di essere guida spirituale, predicatori o fondatori di opere di Carità. Nel mondo Cattolico Biagio Conte a Palermo per esempio, laico e non religioso.

 

 

Nella vita dei santi

Non tanto i santi del nascondimento, ma piuttosto quelli celebrati. San Paissios dell’Athos è certamente gloria della Grecia. San Taddeo gloria della Serbia. Nel mondo cattolico San Pio da Pietrelcina è gloria della Puglia e d’Italia.

15 – Colui che stupisce

Luca 2,33

 

Generare stupore è proprio di molte attività, materiali e spirituali. Certo, genera stupore il mago Silvan con i suoi giochi.  Genera stupore però, anche chi si converte e cambia, passando da cattive abitudini a buone. Questo dunque potrebbe essere il filo generale

 

Nella Vita quotidiana

Genera stupore il bambino che smette di fare capricci e si mette a studiare, quello che al dettato faceva molti errori o poi migliora etc. Così anche l’alcolizzato che smette di bere, il disordinato che mette in ordine. Il ritardatario che diventa puntuale. Etc. Ad un livello superiore, chi perdona il nemico o dà pur essendo povero.

 

Nei Santi

Stupisce chi fa il miracolo. Padre Paissios che si muove a 10 cm da terra, o Padre Pio in bilocazione. San Giuseppe da Copertino che vola quando prega, etc.

 

16 – Il segno di contraddizione

Luca 2,34

Gesù porta “la buona novella”. Cioè annuncia una novità: sé stesso come salvatore. Questo genera contraddizione, tra chi crede in Lui e chi lo rifiuta.

 

Nella vita quotidiana

Tutti i portatori di novità sono segno di contraddizione. Nel lavoro, nello studio, nella organizzazione sociale, nella politica. Colui che è segno di contraddizione scatena le ire dei contraddetti, amanti dello Status quo.

Il medico che propone una nuova terapia. Il maestro che propone un nuovo metodo di insegnamento. Lo spirituale che propone una nuova strada per cercare Dio. Tutti scatenano le rabbie dei dubbiosi, dei pigri, degli erranti. Soprattutto di chi ha paura delle novità.

Nei santi

Padre Pio, osteggiato perché devoto allo Spirito Santo. Tutti i santi non capiti, come San Giuseppe da Copertino. Nella ortodossia, i folli in Cristo.

 

17 – Colui  che svela i pensieri

Luca 2,35

La provocazione generata dal comportamento virtuoso di Gesù, , genera la rabbia di chi virtuoso non lo è. Il pensiero di colui che non vuol cambiare e giustifica la sua indolenza spirituale e la rabbia.

Nella vita quotidiana

Chi si comporta onestamente sul lavoro sa bene che suscita le ire di chi viola le regole. Per esempio il rifiuto nel timbrare il cartellino di un collega che vuol figurare presente, quando non lo è.

Nella vita dei santi

L’atteggiamento persecutorio subito da santi conosciuti e meno conosciuti, da parte delle autorità della stessa Chiesa, rivela l’ipocrisia ed il Fariseismo. San Massimo il Confessore svelò i pensieri utilitaristici dell’imperatore, che voleva riunito l’ecumene solo per interessi militari.

 

18 – Colui che suscita gioia e lode al signore

Luca 2,38

Il comportamento virtuoso e fedele al Padre di Gesù, suscita gioia in chi aspetta la salvezza.

 

Nella vita quotidiana

Una bella famiglia, con i genitori che si amano ed i figli maturi ed obbedienti, suscita gioia nei credenti e lode al Signore per il dono di questa testimonianza

Nella vita dei Santi

La presenza di manifestazioni miracolose da parte dello Spirito Santo, come quelle che si manifestavano in San Paissios dell’Athos, che si spostava a 10 cm da terra, suscitano entusiasmo e lode al Signore.

 

19 – Colui che cresce

Luca 2,40

 

Gesù è bambino e cresce nella sua famiglia.

Nella vita quotidiana

Tutti noi cresciamo, non solo fisicamente, ma anche psichicamente e spiritualmente. Si manifestano segni di crescita quando ci rendiamo conto degli errori del passato. Pentimento e crescita sono dunque strettamente legati.

Cresce colui che cambia qualcosa, nel proprio stile di vita, nel modo di lavorare, nel modo di comportarsi in famiglia e con gli amici. La crescita dunque è santa.

Nei Santi

Sant’Agostino racconta nelle sue celebri “Confessioni” la storia di una crescita. Tutte le vite dei santi sono storie di crescita.

 

20 – Colui che si fortifica (crescendo)

Luca 2,40

Come tutti i bambini normali, Gesù crescendo nella sua famiglia, anche si fortificava.

Nella vita quotidiana

Quando nella vita si realizza un cambiamento costruttivo, come sposarsi, trovare o cambiare lavoro, laurearsi etc., non solo si realizza una crescita, ma anche ci si fortifica. In altre parole si acquisisce maggiore fiducia in noi stessi e più senso di responsabilità.

Il constatare l’acquisizione di maggiore fortezza di fronte ai problemi della vita. L’ aver trovato un maggiore equilibrio, con maggiore controllo delle passioni.

Nella vita dei santi

Charles De Foucauld crebbe e si fortifico, quando realizzò il viaggio di esplorazione in Marocco, al termine del quale divenne un uomo compiuto.

 

21 – Il sapiente

Luca 2,40; Luca 2,52

 

 

Gesù crescendo come bambino e poi come adolescente, cresceva anche in Sapienza.

 

Nella vita quotidiana

La Sapienza ha varie gradazioni e sfumature. La Sapienza spirituale, in effetti, può essere diversa da quella degli uomini.Tuttavia potrebbe essere da valutare positivamente una ricerca di Sapienza, non necessariamente dotata di successo.

Il maestro che insegna a scuola ai bambini a leggere e scrivere, il sacerdote che fa una omelia. Varie gradazioni di sapere, dal basso verso l’alto. Sono tutte presenti nella vita di ogni giorno. Perfino nei buoni consigli dati agli amici.

 

Nella vita dei Santi

Questo è facile: San Massimo il confessore, San Basilio, San Gregorio di Nazianzo, etc. Tutti i Padri che hanno formato la tradizione, come i Santi dotti contemporanei. Ad Esempio Teofane il recluso.

 

22 – Pieno di grazia

Luca 2,40; Luca 2,52

Gesù non solo viene descritto come un bambino e poi ragazzo che cresce e si fortifica. Egli va manifestando anche qualcosa di più, che rappresenta un dono del Padre: la grazia.

 

Nella vita quotidiana

La grazia ha varie sfumature. Una donna che si muove con grazia, esprime Bellezza, e “partecipa” quindi di una virtù eterna.

Quando si vede che colui con cui parliamo evita la maldicenza o fa mostra di essere comprensivo nei confronti di chi lo ha offeso, siamo di fronte ad una persona piena di Grazia.

 

Nella vita dei Santi

Maria è la piena di Grazia per eccellenza, ma certamente anche tutti i santi che operano fatti straordinari. Per esempio San Simeone lo Stilita, San Paissios dell’Athos, San Pio da Pietrelcina.

 

23 – Il Nascosto

Luca 2,45

Gesù, crescendo in Grazia e Sapienza in famiglia, non fa apostolato apertamente e vive la sua santità nella condizione nascosta della famiglia e del lavoro.

 

Nella vita quotidiana

Ci sono tante e tante persone che sviluppano virtù, come la misericordia, in modo nascosto. E’ il tema della santità non eroica e della santità laica. Per esempio, tutti coloro che accudiscono con amore familiari infermi, siano essi anziani o giovani, genitori o figli. Tutti coloro che sopportano con pazienza vessazioni, in famiglia o sul lavoro.

Nei santi

Tutti gli eremiti morti sconosciuti, come San Charbel. San Silvano dell’Athos.

 

24 – Colui che ascolta

Luca 2,46

In questo caso si tratta dell’ascolto da parte di Gesù di un sapiente, come i bambini il maestro a scuola.

Nella vita quotidiana

Tutti coloro che ascoltano per apprendere. Dalle conferenze od omelie spirituali, a corsi professionali.

Nella vita dei santi

Gli Apostoli che ascoltano, nel Vangelo, le parabole del Signore.

 

25 – Colui che interroga

Luca 2,46

Interrogare un sapiente, come fa Gesù da bambino,  per aumentare la propria conoscenza, è azione santa, a cui pochi fanno caso. Essa denota sete di sapere

Nella vita quotidiana

Tutti coloro che si rivolgono al parroco per dirimere una questione o saperne di più su un problema. Tutti coloro che durante una conferenza, fanno domande finalizzate a sapere di più.

Nella vita dei santi

Gli Apostoli che fanno domande a Gesù.

 

26 – Colui che stupisce

Luca 2,47

Gesù stupisce tutti per le sue qualità, insolite in un ragazzo.

Nella vita quotidiana

Il bambino che ha difficoltà a scuola e che ad un certo punto stupisce la maestra perché fa bene. Un lavoratore che effettua un’ottima performance. E molto altro intuibile

Nella vita dei santi

San Simeone lo stilita che stupisce per la sua vita in cima ad una colonna

 

27 – L’intelligente

Luca 2,47

Qui si intende l’intelligenza di Gesù in senso lato. Quindi capacità di analisi, astrazione etc. Applicata o meno ai temi della fede

Nella vita quotidiana

Le espressioni di intelligenza sono molto comuni nei ragazzi come negli adulti. Si ha la sensazione che il tale o il talaltro “abbia capito”. Maggior rilievo, certamente, potrebbe essere dato ai temi della fede.

Nella vita dei santi

Sono manifestazioni di intelligenza le straordinarie interpretazioni della bibbia di tutti i Santi Padri. Lo stesso si può dire della espressione teologica di Gregorio di Nazianzo o di San Basilio.

 

28 – Colui che risponde appropriatamente

Luca 2,47

La risposta appropriata alle domande di Gesù, è una manifestazione dell’intelligenza, e quindi questo attributo dovrebbe essere visto come collegato al precedente. Tuttavia si può essere intelligenti e scrivere cose sublimi, senza saper rispondere a domande semplici.

Nella vita quotidiana

I genitori che sanno rispondere in modo corretto alle domande dei loro figli. I ragazzi che sanno fare le domande giuste.

Nella vita dei santi

Tutti i santi che hanno saputo rispondere accuratamente ai dubbi spirituali dei loro “diretti”.  Per esempio, San Teofane il Recluso nelle sue lettere.

 

29 – Dedizione

Luca 2,49

Gesù, nel rispondere che lui si occupa del Padre Suo, dimostra sin da subito, una suprema dedizione al Padre celeste, che supera quella al padre terrestre.

Nella vita quotidiana

In tutte le forme un cui ci si dedica a qualcuno o a qualcosa.

Dedizione al lavoro, alla famiglia, alla preghiera, a Dio. Le occasioni possono essere sacre e profane, con , naturalmente, un diverso grado di analogia.

Nei Santi

La vita monastica è una bellissima forma di dedizione in molti santi. Altri sono particolarmente devoti a certi santi. Altri ancora, come San Clemente Alessandrino, alla formazione dei cristiani.

 

30- obbediente

Luca 2,51

 

Gesù obbedisce ai genitori. Torna a Nazareth e sta loro sottomesso.

Nella vita quotidiana

Tutti i lavori sono una forma di obbedienza. Anche quelli libero-professionali o artigianali, dove chi dà ordini sono i clienti. Le richieste dei clienti, infatti, si chiamano ordini.

Nella vita dei santi

Gli innumerevoli esempi riportati di obbedienza monastica sono facili esempi. Più difficile trovare laici: San Giovanni il russo: soldato fatto prigioniero ubbidì in tutto al padrone che lo vessava.

 

 

TESTO CAPITOLO 3

INIZI DELLA VITA PUBBLICA

La predicazione di Giovanni il Battista

1 Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell’Abilene, 2sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. 3Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, 4com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia:

Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate isuoi sentieri!
5Ogni burrone sarà riempito,
ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte
e quelle impervie, spianate.


6Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

7Alle folle che andavano a farsi battezzare da lui, Giovanni diceva: «Razza di vipere, chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? 8Fate dunque frutti degni della conversione e non cominciate a dire fra voi: «Abbiamo Abramo per padre!». Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. 9Anzi, già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco».
10Le folle lo interrogavano: «Che cosa dobbiamo fare?». 11Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto». 12Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». 13Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». 14Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
15Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, 16Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. 17Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

ATTRIBUTI

POTENZA

Luca 3,16

DIGNITA’

Luca 3,16

COLUI CHE BATTEZZA IN SPIRITO E FUOCO

Luca 3,16

COLUI CHE PURIFICA

Luca 3,17

COLUI CHE RACCOGLIE I FRUTTI SPIRITUALI

Luca 3,17

COLUI CHE GIUDICA GETTANDO NEL FUOCO

Luca 3,17

 

18Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

Giovanni il Battista in prigione

19Ma il tetrarca Erode, rimproverato da lui a causa di Erodìade, moglie di suo fratello, e per tutte le malvagità che aveva commesso, 20aggiunse alle altre anche questa: fece rinchiudere Giovanni in prigione.

Battesimo di Gesù

21Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì 22e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

 

ATTRIBUTI

IL BATTEZZATO

Luca 3,21

L’ORANTE

Luca 3,21

IL FIGLIO DI DIO

Luca 3,22

L’AMATO

Luca 3,22

COLUI CHE COMPIACE IL SIGNORE

Luca 3,22

Gli antenati di Gesù

23Gesù, quando cominciò il suo ministero, aveva circa trent’anni ed era figlio, come si riteneva, di Giuseppe, figlio di Eli, 24figlio di Mattat, figlio di Levi, figlio di Melchi, figlio di Innai, figlio di Giuseppe, 25figlio di Mattatia, figlio di Amos, figlio di Naum, figlio di Esli, figlio di Naggai, 26figlio di Maat, figlio di Mattatia, figlio di Semein, figlio di Iosec, figlio di Ioda, 27figlio di Ioanàn, figlio di Resa, figlio di Zorobabele, figlio di Salatièl, figlio di Neri, 28figlio di Melchi, figlio di Addi, figlio di Cosam, figlio di Elmadàm, figlio di Er, 29figlio di Gesù, figlio di Elièzer, figlio di Iorim, figlio di Mattat, figlio di Levi, 30figlio di Simeone, figlio di Giuda, figlio di Giuseppe, figlio di Ionam, figlio di Eliachìm, 31figlio di Melea, figlio di Menna, figlio di Mattatà, figlio di Natam, figlio di Davide, 32figlio di Iesse, figlio di Obed, figlio di Booz, figlio di Sala, figlio di Naassòn, 33figlio di Aminadàb, figlio di Admin, figlio di Arni, figlio di Esrom, figlio di Fares, figlio di Giuda, 34figlio di Giacobbe, figlio di Isacco, figlio di Abramo, figlio di Tare, figlio di Nacor, 35figlio di Seruc, figlio di Ragàu, figlio di Falek, figlio di Eber, figlio di Sala, 36figlio di Cainam, figlio di Arfacsàd, figlio di Sem, figlio di Noè, figlio di Lamec, 37figlio di Matusalemme, figlio di Enoc, figlio di Iaret, figlio di Maleleèl, figlio di Cainam, 38figlio di Enos, figlio di Set, figlio di Adamo, figlio di Dio.

ATTRIBUTI

COLUI CHE INIZIA UNA MISSIONE SANTA

Luca 3,23

 

COMMENTO AL CAPITOLO 3

31 – Potenza, il Potente

Luca 3,16

Il Battista dichiara colui che verrà dopo di lui, cioè il Cristo, più forte di lui.  Quindi in questo senso forte, potente.

Nella vita quotidiana

Può succedere che le parole pronunciate da chi ha buone intenzioni, possano assumere una “potenza” inaspettata. Così è anche per articoli o messaggi. La Grazia può conferire potenza ad una semplice frase. Può succedere anche, per somiglianza, anche con argomenti profani. Questi possono assumere il carattere di particolare evidenza e potenza convincente.

Nella vita dei santi

San Marco di Efeso riuscì in modo particolarmente convincente, a trascinare il popolo contro certi patti scaturiti esclusivamente per interessi militari, nel Concilio di Firenze.

32 – Dignità

Luca 1,16

 

“…a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali”, dice il Battista. Dunque la somma Dignità assegnata al vero Messia.

 

Nella vita quotidiana

Anche i battezzati, in quanto fratelli del Cristo  per Grazia, partecipano della dignità dei figli di Dio. Anche coloro che nella vita profana, hanno responsabilità importanti legate al servizio, giustamente si rivestono della dignità dovuta all’incarico.

Nella vita dei santi

I santi Vescovi, come San Giovanni Crisostomo o San Basilio, si rivestirono con il loro incarico, della dignità del Cristo.

 

33- Colui che battezza in spirito e fuoco

Luca 3,16

Egli battezzerà in Spirito santo e fuoco, dice il Battista. Profetizza l’avvento dello Spirito Paraclito dopo la morte e resurrezione del Cristo.

Nella vita quotidiana

Anche i semplici cristiani, quando chiedono a Padre lo Spirito per la tale o talaltra persona, per “somiglianza” battezzano in Spirito Santo e fuoco.

Nella vita dei santi

Negli atti degli apostoli, vi sono episodi di invocazione dello Spirito. Ad esempio Filippo in Atti 8,28 ess battezza l’eunuco e ministro etiope.

 

34 – Colui che purifica

Luca 3,17

Così pensiamo di interpretare le parole del Battista “Tiene in mano la pala per pulire la sua aia”…Si tratta di un gesto simbolico di eliminazione del male  e quindi di purificazione.

Nella vita quotidiana

Fare scelte in cui si passa da un ambiente peggiore ad uno migliore, sul piano morale, rappresenta un gesto vicino, per somiglianza, a quello del Messia. Nella vita profana i netturbini che spazzano le strade sono effettivamente un simbolo di questa attività purificatrice.

Nella vita dei santi

San Benedetto purifica la vita monastica, dettando quelle regole che mettono ordine, avviando la formazione delle comunità. Restano emarginati quei falsi monaci detti “sarabaiti”, che vivono una vita non chiaramente riconoscibile come cristiana.

 

35 – Colui che raccoglie i frutti spirituali

Luca 3,17

E’ il significato del simbolo usato dal Battista, quando egli si riferisce alla raccolta del frumento.

Nella vita quotidiana

Somiglia al Cristo chi avvia al battesimo o alla cresima dei catecumeni, che ha formato con il proprio insegnamento. Nella vita profana, ala fine dell’anno, la maestra raccoglie i frutti dell’insegnamento impartito ai suoi allievi.

Nella vita dei santi

Tutti i missionari che raccolgono i frutti del loro lavoro con i  battesimi e con la nascita di una chiesa locale.

 

36 – Colui che giudica gettando nel fuoco

Luca 3,17

Il Battista parla chiaramente di chi viene gettato nel fuoco eterno.

Nella vita quotidiana

Mutando la dimensione della cosa, e l’intento, tutte le circostanze in cui un Padre stabilisce una punizione nei confronti di un figlio, o un confessore nei confronti di un penitente.

Nella vita dei santi

San Porfirio assegnava punizioni severe a tutti quelli che confessava. Padre Pio da Petralcina, cacciava spesso chi riteneva indegno, dal confessionale.

 

37 – Il battezzato

Luca 3,21

Non c’è molto da aggiungere ai versetti evangelici, se non ul fatto che il Battesimo di Gesù aveva finalità più complesse del nostro.

 

Nella vita quotidiana

 

Nella vita quotidiana siamo anche noi “i battezzati”, quando partecipiamo alla vita della Chiesa e ci impegniamo a vivere i consigli evangelici.

 

Nella vita dei santi

La santità in sè, è la massima espressione del Battesimo. Quindi tutti i santi possono dirsi “I battezzati”., a buona ragione.

 

38 – L’orante

Luca 3,21

Gesù si ferma in preghiera. E’ la prima volta in questo Vangelo, ma ripeterà questo gesto più volte. In questi versetti prega in pubblico, cosa non frequente.

 

Nella vita quotidiana

 

Siamo oranti in questo modo, tutti i momenti in cui preghiamo silenziosamente in pubblico, per esempio durante il lavoro.

Nella vita dei santi

San Giovanni il Russo pregava spesso per il suo padrone (Era prigioniero di guerra e schiavo).

 

39 – il Figlio di Dio

Luca 3,22

Gesù è Il Figlio di Dio per eccellenza.

Nella vita quotidiana

I battezzati sono tutti figli di Dio per grazia ed adozione. Quando seguiamo i consigli evangelici, perdonando chi ci offende, ed esercitando la Carità, esprimiamo i doni del Battesimo, ma insieme ci manifestiamo come Figli di Dio per adozione.

Nella vita dei santi

Tutti i santi, per il fatto stesso di essere considerati santi dalla Chiesa, sono al massimo grado Figli di Dio per Grazia.

 

40 – L’amato

Luca 3,22

Il racconto evangelico è esplicito, il fatto che Gesù sia “l’Amato” per eccellenza, è certificato dalla voce che si ode dal cielo.

Nella vita quotidiana

Siamo tutti amati da Dio. Anche noi possiamo sentire “una voce dal cielo “ che ci dice che ci ama, quando la grazia del Signore si fa sensibile e dona gioia ed allegrezza al cuore.

Nella vita dei santi

Padre Paissios quando si sposta a 10 cm da terra o Padre Pio quando ha il dono della bilocazione, In questi casi, i santi manifestano pubblicamente di essere amati dal Signore.

 

41 – Colui che compiace il Signore

Luca 3,22

Si può dire la stessa cosa dell’attributo precedente, sia per Gesù, sia nella vita quotidiana, sia per i santi.

 

42 – Colui che inizia una missione santa

Luca 3,23

 

Gesù è detto iniziare il suo ministero a 30 anni.

Nella vita quotidiana

Somigliamo al Signore Gesù che inizia il Suo ministero, quando iniziamo un lavoro per la famiglia, o per noi. Ancora di più quando iniziamo un servizio nella Chiesa.

Nella vita dei santi

San Giovanni Crisostomo quando inizia il suo servizio nella Chiesa come arcivescovo di Costantinopoli.

 

CAPITOLO 4 TESTO

 

Tentazioni di Gesù

1 Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, 2per quaranta giorni, tentato dal diavolo.

ATTRIBUTI

PIENO DI SPIRITO SANTO

Luca 4,1

IL SOLITARIO

Luca 4,1

GUIDATO DALLO SPIRITO SANTO

Luca 4,1

IL PROVATO

Luca 4,2

 

 

Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame.

ATTRIBUTI

IL DIGIUNATORE

Luca 4,3

COLUI CHE HA FAME

Luca 4,3

 

Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». 4Gesù gli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo».

5Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra 6e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. 7Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». 8Gesù gli rispose: «Sta scritto: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto».
9Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; 10sta scritto infatti:

Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo
affinché essi ti custodiscano;

11e anche:

Essi ti porteranno sulle loro mani
perché il tuo piede non inciampi in una pietra».

12Gesù gli rispose: «È stato detto: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo».
13Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

 

ATTRIBUTI

IL COMBATTENTE

Luca 4,4-13

 

GESU’ IN GALILEA

Gesù a Nàzaret

14Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. 15Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.

 

ATTRIBUTI

L’INSEGNANTE

Luca 4,15

16Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere.

ATTRIBUTI

LETTORE DI SAPIENZA

Luca 4, 16

17Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:

18Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi,
19a proclamare l’anno di grazia del Signore.

 

ATTRIBUTI

L’UNTO

Luca 4, 18

20Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. 21Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
22Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?».

 

ATTRIBUTI

COLUI CHE PRONUNCIA PAROLE DI GRAZIA

Luca 4,22

 

 

23Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: «Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!»». 24Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. 25Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; 26ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. 27C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».

 

ATTRIBUTI

COLUI CHE PRONUNCIA VERITA’ SCOMODE

Luca 4,27

28All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. 29Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. 30Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

 

ATTRIBUTI

IL PROTETTO DA DIO

Luca 4,30

 

 

Gesù a Cafàrnao

31Poi scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. 32Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità.

 

ATTRIBUTO

COLUI CHE INSEGNA CON AUTORITA’

Luca 4,32

33Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: 34«Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».

 

ATTRIBUTI

IL SANTO DI DIO

Luca 4,34

 

35Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!».

 

ATTRIBUTI

COLUI CHE ORDINA AI DEMONI

Luca 4,35

Luca 4,41

 

E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male. 36Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». 37E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.

Gesù guarisce la suocera di Pietro

38Uscito dalla sinagoga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. 39Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva.

 

ATTRIBUTI

IL TAUMATURGO

Luca 4,39-40

IL MISERICORDIOSO

Luca 4,39-40

IL COMPASSIONEVOLE

Luca 4,39-40

 

COLUI CHE ASCOLTA

Luca 4,39

COLUI CHE ESAUDISCE LE RICHIESTE

Luca 4,39

40Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. 41Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.

 

ATTRIBUTI

L’ESORCISTA

Luca 4,41

42Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto.

ATTRIBUTI

COLUI CHE CERCA LA SOLITUDINE ED IL SILENZIO

Luca 4,42

Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. 43Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato». 44E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.

ATTRIBUTI

IL PREDICATORE

Luca 4,43-44

 

COMMENTO AL CAPITOLO 4

43 – Pieno di spirito santo

Luca 4,1- 4,15

 

Il versetto descrive esplicitamente Gesù come ripieno di Spirito Santo

Nella vita quotidiana

Ci sono dei momenti in cui ci sentiamo aiutati dalla grazia. Oppure quando vediamo gli altri con gli occhi che brillano, esprimersi pieni di Sapienza

Nella vita dei santi

 

I santi confessori mostrano di essere ripieni di Spirito, quando penetrano i cuori dei fedeli che si rivolgono a loro. Oppure le omelie di San Basilio, di Gregorio di Nazianzo, di Giovanni Crisostomo.

 

44  – Il solitario

Luca 4,1

Gesù cerca di tanto in tanto la solitudine. Egli vuole ritrarsi dai rapporti personali quotidiani e dagli impegni di predicazione, per tornare solo a solo col Padre, nel deserto. E’ il caso di dire “tornare”, perché in quanto “Logos” o Figlio di Dio, il rapporto di reciprocità con il Padre, data da prima dell’inizio del tempo. Il deserto sottolinea questa solitudine come un rapporto esclusivo col Dio-Padre. Fa pensare non solo alla solitudine, ma anche al silenzio.

Nella vita quotidiana

Ogni qual volta ci isoliamo per pregare, imitiamo Gesù nel deserto, naturalmente anche a casa. Lo stesso fa chi cerca la solitudine di un monastero, o sceglie di passeggiare in mezzo alla natura. Per quanto l’analogia sia lontana, potremmo pensare a qualcosa che si dirige in questa direzione, quando vediamo in giovane che si isola per studiare. In fondo, facendo la volontà del Padre, si rapporta in qualche modo con Lui.

Nella vita dei santi

Impossibile non riferirsi a Sant’Antonio, ed alla sua “andata al deserto” avvenuta in età giovanile.

 

45 – Guidato dallo spirito santo

Luca 4,1

E’ un interessante accenno a quello che sembra essere il rapporto tra il Figlio e lo Spirito. Gesù è guidato dallo Spirito, è  pieno di Spirito è nato dallo Spirito, fa rinascere dallo Spirito, e rinasce nei battezzati grazie alo Spirito.

Nella vita quotidiana

Siamo guidati dallo Spirito molto più spesso di quanto non crediamo. Talvolta a fare cose banali, ma utili al nostro lavoro o alla nostra famiglia. Nella preghiera siamo guidati dallo Spirito, in particolare nelle intercessioni. Le conversioni, i pentimenti, le confessioni, sono guidate dallo Spirito. Le opere di Misericordia, come i servizi nella Chiesa, anche i più banali, sono guidate dallo Spirito.

Nella vita dei santi

Santa Maria Egiziaca è appunto stata guidata nel deserto proprio dallo Spirito Santo, proprio come Gesù.

 

46 – Il provato

Luca 4,2

Gesù è tentato nel deserto. Si tratta di una prova che avvicina il Cristo alla nostra vita di tutti i giorni. E’ un Dio incarnato in tutti i sensi.

 

Nella vita quotidiana

Tutti noi somigliamo al Cristo nel deserto, quando siamo tentati. Non necessariamente sulla fede. C’è chi è tentato col danaro, per venir meno alla giustizia. Per esempio un giudice o un politico.

Nella vita dei santi

San Porfirio fu duramente provato, quando a causa di una malattia dovette lasciare l’Athos.

47 – Il digiunatore

Luca 4,2

 

 

Gesù digiuna 40 giorni nel deserto.

Nella vita quotidiana

Siamo vicini a Gesù nel deserto, quando seguiamo con sincerità i digiuni prescritti dalla Chiesa

Nella vita dei santi

Molti santi sono asceti e digiunatori: San Simeone lo Stilita, Sant’Isacco di Ninive, lo stesso San Paolo che si ritira 3 anni nel deserto.

48 – Colui che ha fame

Luca 4,2

 

“Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare”… (Matteo 25,35): questo versetto si riferisce a questa possibile dimensione del Cristo.

 

Nella vita quotidiana

Ci può essere una lettura più materiale, orientata giustamente ai poveri che non arrivano in fondo al mese. Ci può essere una lettura spirituale, che coinvolge tutti coloro che fanno della ricerca di Dio la loro felicità.

Nella vita dei santi

Sant’Agostino che cerca il Signore anche dopo averlo trovato, e che fa di tale fame di Dio  il filo conduttore della propria vita.

 

49 – Il combattente

Luca 4,4-14

Gesù ribatte alle tre tentazioni del Diavolo, citando la Scrittura. E’ un modello di combattimento spirituale valido ancora oggi.

Nella vita quotidiana

La Nepsis o combattimento contro i pensieri malvagi, senz’altro è un modello di combattimento nella vita dsi tutti i giorni. Tuttavia combatte contro forze maligne anche il portatore di novità che trova i conservatori ad ostacolarlo.

Nella vita dei santi

Non si può non ricordare le battaglie contro il demonio di Sant’Antonio nel deserto.

 

50 – L’insegnante

Luca 4,15
Gesù è pieno di Spirito e insegna nelle sinagoga. Non sembra essere un primo annuncio. Migliora la conoscenza di chi già sa qualcosa

Nella vita quotidiana

Tutti coloro che fanno catechesi vivono questo attributo. Nella vita profana, tutti coloro che insegnano qualcosa aumentando le conoscenze degli ascoltatori

Nella vita dei santi

Tutti i santi che hanno insegnato qualcosa a cominciare da San Paolo.

 

51 – Lettore di sapienza

Luca 4, 16

 

Gesù legge un brano della Bibbia in Sinagoga

 

Nella vita quotidiana

I cantori che leggono in chiesa la lettera apostolica durante la liturgia Eucaristica. Nel mondo profano i lettori pubblici in genere, ma anche chi in privato, medita leggendo la Parola di Dio.

Nella vita dei santi

San Timoteo e Santa Maura, Martiri e sposi e grandi lettori della Sacra Scrittura, amore che fu la causa del loro martirio

 

52 – L’unto

Luca 4, 18
Gesù è l’”Unto” èer eccellenza, il Messia. In Israele si ungevano coloro che erano consacrati ad una missione. Il sacerdote era l’unto.

Nella vita quotidiana

Certamente il prete è l’unto. Va considerata in modo speciale ai nostri occhi la sua consacrazione. E’ l’unto in mezzo a noi. Tuttavia è unto anche il laico o la laica che riceve dal Signore una missione particolare. Una missione di predicazione, di intercessione, di misericordia, nella missione del canto e della lettura. Tutte le missioni sono unte. Nella vita profana tutti coloro che si trovano in condizioni similari sono unti. Il medico, l’insegnante, il conferenziere, chi diffonde un nuovo servizio, chi assiste gli anziani o i malati.

Nella vita dei santi

San Panteno che fu unto dal Signore per aprire la prima scuola teologica della cristianità, ad Alessandria d’Egitto. San Luca di Crimea, che fu medico ed anche Vescovo.

 

53 – Colui che pronuncia parole di grazia

Luca 4,22

Troppe volte banalizziamo le predicazioni di Gesù, riducendo ciò che dice nel Vangelo a concetti. Non sono i concetti a liberare le persone, ma la grazia che accompagna parole e scritti.

Nella vita quotidiana

Ci sono parole che cambiano le persone, scritte o parlate. Quando questo succede siamo di fronte a p.arole di Grazia. La cosa però avviene anche in ambito profano. Quando la cosa che viene detta o scritta serve davvero. Quindi in ambito scientifico, politico, amministrativo, letterario, poetico e artistico in genere.

 

Nella vita dei santi

San Giovanni Crisostomo deve il suo nome alla grazia che accompagnava le sue omelie. Stessa cosa , a parte il nome, si narra di San Basilio.

 

54 – Colui che pronuncia verita’ scomode

Luca 4,27

Gesù nella sinagoga della sua città dice la verità: nessun profeta è ben accolto in patria, e suscita rabbia.

 

Nella vita quotidiana

Dire verità scomode comporta molto coraggio per le reazioni che suscita questo gesto. Affermare la verità del Vangelo o la corretta dottrina, significa imitare questo aspetto di Gesù. Denunciare una ingiustizia o una modalità lavorativa scorretta o disonesta, significa la stessa cosa.

Nella vita dei santi

San Marco di Efeso denunciò il concilio di Firenze come un pateracchio dai soli scopi politici. Tutti i Martiri pagarono con la vita l’aver affermato verità scomode, a cominciare da Santo Stefano.

 

55 – Il protetto da Dio

Luca 4,30

Gesù sfugge in modo misterioso al tentativo di ucciderlo della folla indignata. Questo significa che quando succede, deve succedere.

 

Nella vita quotidiana

Siamo più protetti di quanto non crediamo. Sia per motivi spirituali, come per motivi profani, scateniamo la rabbia degli spiriti decaduti, che le provano di tutte. Incidenti con conseguenze lievi, mentre potevano essere mortali, avvisi  o circostanze, che salvano all’ultimo momento da una catastrofe. Ecco gli esempi più comuni.

 

Nella vita dei santi

Negli atti degli apostoli, si narra che San Pietro uscì dal carcere in cui i giudei lo avevano rinchiuso, grazie all’intervento di un Angelo.

 

56 – Colui che insegna con autorita’

Luca 4,32

Diverso da insegnare e basta. Di Gesù colpisce proprio questo: mostra autorità con la parola

 

Nella vita Quotidiana

Quando certe parole risuonano in modo particolare e forte, sia in campo spirituale che profano

Nella vita dei santi

I santi apostoli, negli atti, fanno mostra tutti di predicare con grande autorità, perché vengono ascoltati e generano conversioni.

 

57 – Il santo di dio

Luca 4,34

 

Lo afferma un demone, dobbiamo dare credito a questo riconoscimento che in teoria non sarebbe negli interessi dello spirito maligno

 

Nella vita quotidiana

Vi sono alcune persone che abbiamo ritenute sante. Poche ma ci sono. Esse incarnano “Il Santo di Dio”. Nella vita ordinaria, tuttsavia, esiste una santità nascosta, come quella di chi assiste con sacrificio gli invalidi di famiglia. Vanno riconosciuti, questi “santi della porta accanto”, e debitamente considerasti. Essi pure sono figura del Santo di Dio.

Nella vita dei santi

Ovviamente tutti i santi, in diverso modo, sono santi di Dio.

 

58 – Colui che ordina ai demoni

Luca 4,35

E’ evidente che Gesù ha autorità sui demoni

Nella vita quotidiana

Siamo vicini a Gesù, quando respingiamo le tentazioni esercitando la vigilanza. Nella vita profana, i poliziotti o i vigli hanno autorità sui comportamenti malvagi ed antisociali. Essi ricordano Gesù che scaccia i demoni.

Nella vita dei santi

Negli atti degli Apostoli vi sono esempi di demoni cacciati. Sant’Antonio nel deserto combatteva e scacciava i demoni di chi veniva a visitarlo.

 

59 – Il taumaturgo

Luca 4,39

 

Gesù dopo aver scacciato i demoni comincia a guarire, iniziando dalla suocera di Pietro

Nella vita quotidiana

Tutti possono pregare per la guarigione dei malati, e indipendentemente dalla riuscita siamo imitatori delle virtù divine del Cristo.

Naturalmente, nella vita ordinaria, tutti i consigli medici, pronunciati anche dai laici, vanno nella direzione del Cristo

Nella vita dei santi

I santi Cosma e Damiano sono i taumaturghi per eccellenza. Tra i medici e chirurghi, San Luca di Crimea

 

60 – Il Misericordioso

Luca 4,39

Pregato di rivolgersi alla suocera di Pietro, si china su di lei per guarirla. Dunque è compassionevole ed usa misericordia

Nella vita quotidiana

Tutti noi usiamo misericordia quando facciamo una elemosina o in qualche modo aiutiamo un’altra persona

Nella vita dei santi

San Giovanni il misericordioso e San Filarete il misericordioso, sono due esempi di santi sposati e misericordiosi.

 

61 – Il Compassionevole

Luca 4,39

Non si usa misericordia se non si ha compassione. Dunque replica di quanto sopra

 

62 – Colui che ascolta le richieste

Luca 4,39

“Lo pregarono”, e lui prestava attenzione a chi formulava a lui una richiesta. Poteva disinteressarsene. Invece ascolta.

Nella vita quotidiana

Ascoltare è virtù rara. Imparare ad ascoltare come Gesù ascoltava, dovrebbe rappresentare l’abc di ogni cristiano. E c’è chi lo sa fare. C’è chi consola gli amici o le amiche, esclusivamente ascoltando. Vi è poi un ascolto più spirituale, che concerne richieste di intercessione o di servizi nella Chiesa.

Nella vita dei santi

San Serafino di Sarov ascoltava il suo allievo Motovilov, in merito ai suoi dubbi sullo Spirito Santo.

 

63 – Colui che esaudisce le richieste

Luca 4,39

Dopo che ebbe ascoltato le preghiere dei presenti accettò di guarire la suocera di Pietro

Nella vita quotidiana

Si possono esaudire richieste sia su un piano materiale, come semplici favori, sia su un piano spirituale, come l’eseguire servizi che vengono richiesti o intercessioni.

Nella vita dei santi

San Serafino di Sarov accontentò le richieste di Motovilov, mostrando a lui lo splendore dello Spirito Santo

 

64 – L’esorcista

Luca 4,41

Gesù scaccia i demoni senza neanche permettere loro di parlare.

Nella vita ordinaria

Quando avvertiamo chi conosciamo o comunque coloro che sono vicini a noi che sono sotto tentazione, esercitiamo qualcosa di sia pur lontanamente simile all’esorcismo. Nella vita quotidiana può accadere di convincere qualcuno a non fare errori o pratici o morali, e questa è una forma di esorcismo.

Nella vita dei santi

Molti sono i santi esorcisti, San Paolo, negli atti degli apostoli, libera una giovinetta che gli stava sempre dietro parlando fastidiosamente.

 

65 – Colui che cerca la solitudine ed il silenzio

Luca 4,42

Gesù si reca nel deserto per sfuggire alla folla.

Nella vita quotidiana

Chi prega nella solitudine e nel silenzio del mattino fa come Gesù. Anche senza pregare, chi si apparta per ritrovare se stesso specchia in modo analogico e da lontano, questo attributo di Gesù.

Nella vita dei santi

Sant’Onofrio e Santa Maria Egiziaca hanno vissuto decenni nel deserto una vita solitaria.

 

66 – Il predicatore

Luca 4,43-44

Luca 5,15

Gesù, assediato dalle folle, decide di predicare nelle varie città. Si tratta palesemente di un primo annuncio.

Nella vita quotidiana

Annuncia il Vangelo chi nella vita quotidiana parla del Signore agli amici, sia come primo annuncio che non. Ad un gradino più basso, chiunque insegni una Verità, anche filosofica (per esempio la logica), riflette sia pure in modo imperfetto, l’attività di predicatore di Gesù.

Nella vita dei santi

San Giovanni Crisostomo è un sublime esempio, tra gli altri, di grande predicatore.