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Premettiamo subito che le cose che diciamo qui, non hanno tanto un valore in sé stesse. Esse sono un modo di “investire” la Grazia ottenuta con i sacramenti.

Uno dei primi   passi verso la vera ascesi sta nell’imparare a dirigere correttamente l’attenzione.

Detto questo vorremmo approfondire il tema della Ascesi, parlando di qualcosa di cui non si parla mai, ma che ha una sua importanza Partiamo dalla vita vissuta. E’ esperienza di molti svegliarsi la mattina oppressi dal pensiero della giornata che incombe, con i suoi problemi ed i suoi pesi.  Altre volte cominciamo il giorno con una sequela di critiche. E’ un gioco molto sottile, per cui iniziamo senza accorgercene. Il tale o la talaltra sbagliano. Non hanno capito. Glielo diciamo mentalmente, ed appena abbiamo finito cominciamo a   rimproverare mentalmente qualcun altro. Poi ci sono le paure. Cosa succederà se…certamente qualcosa di negativo ci accadrà in quella certa condizione…Vediamo come possiamo difenderci dal pericolo che incombe, etc.  Il catalogo dei nostri pensieri mattutini è infinito. Quello che non varia è l’amarezza che ci procura.  Perché parlare di ascesi se molti di noi si svegliano con questo pietrone? Cominciamo, allora, fin dal mattino a curare i nostri pensieri. Non si tratta ovviamente di sposare qualche moda “new age” del tipo “pensa positivo” o “smile”. Si tratta di incominciare il nostro cammino di ascesi imparando a ringraziare il Signore per tutto. Non ce lo dice un filosofo alla moda, ce lo dice San Paolo; “in ogni cosa rendete grazie; questa è infatti la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi” (Tess 5,18; C.E.I.). Ci sembra molto chiaro.  Eppure non ci riusciamo. Presi dagli affanni quotidiani, quasi non ci accorgiamo che essi catturano la nostra attenzione e la fanno prigioniera. A favorire questo processo ci sta, naturalmente, il nostro temperamento. E ci stanno le nostre passioni. Questo articolo vorrebbe essere allora un messaggio di liberazione.

 

Il ringraziamento come liberazione

Cominciare la giornata ringraziando il Signore per tutto. Per la fede che ci ha donato, per la città dove viviamo. Per la nostra casa ed il nostro lavoro. Esercitiamoci a trovare cose sempre nuove per cui ringraziare e lodare il Signore. Tutti, nonostante gli inevitabili problemi, abbiamo qualcosa per cui ringraziare. Tutti abbiamo qualcosa per cui lodare il Signore. Per il creato, per la natura, per la bellezza del sole, della luna, delle stelle, degli alberi, del mare…..Un catalogo infinito. Talmente semplice e chiaro da risultare difficile, strano, quasi impossibile. E’ il segno della prigionia. Può essere anche un segno di malattia depressiva, cosa che ci può spingere a consultare un medico. Più spesso è la nostra difficoltà a governare l’attenzione.

 Si tratta di staccare l’attenzione dalla bolletta incombente, dalla riunione condominiale, dal capo reparto che non ci capisce, dal lavoro noioso, dalla preoccupazione per i nostri figli. Imparare a dissociare l’attenzione dalle immagini mentali, con l’aiuto della preghiera. In particolare con l’aiuto della Preghiera di Gesù, ponendo così tutta la fiducia in Dio.  E in Dio solo. Non nelle nostre forze ma nel Dio che ci libera. E poi cominciare a ringraziare. A lodare per tutto. Proviamo a cominciare la giornata bene. Chi vive in Italia ha la fortuna di vivere nel “Bel Paese”. Ovunque si abiti c’è qualcosa di bello, nell’arte o nella natura.  Ringraziamo il Signore per quello. C’è chi viene da molto lontano per vedere cose che noi abbiamo sotto il naso tutti i giorni. E poi c’è l’intelligenza dell’uomo, ed i suoi frutti. Anche in periferia, infatti, possiamo trovare costruzioni attraenti anche là dove non ce le aspetteremmo. Non è necessario consultare la guida turistica o andare nel centro storico. Se ci facciamo almeno un po’ caso, cioè attenzione, possiamo fare piccole scoperte. Case dalla struttura insolita, ponti dal disegno elegante, giardini curati. Non tutto in periferia è squallido. Non tutti sono casermoni. Anzi. Ci sono architetti che studiano le palazzine dell’IINA casa degli anni 50. E non hanno tutti i torti. Spesso venivano costruite in mezzo al verde o con un piccolo giardino. Nei centri storici, poi, molte cose non vengono segnalate ai chi cerca cose belle. Per esempio le edicole. Ce ne sono addirittura di “Autore”. Altre sono ben fatte anche se dipinte da anonimi. Poi ci sono le fontanelle, e nei centri medievali le torri. Quasi nessuno le segnala perché spesso risultano mozzate da interventi successivi. Sono le case abitate un tempo dai “Cavalieri”.  I paesi sono di solito più vicini alla natura delle città. E la natura, in tutte le stagioni, riserba sorprese a chi le cerca. Dunque lodiamo e ringraziamo. Se non siamo affetti da un problema medico di umore, ci accorgeremo che la giornata si tinge di un rosa che resta. Resta tutto il giorno. Spesso non ci si pensa.  Ma se anche vogliamo vincere qualche tentazione nella gola, per esempio se siamo obesi e vigliamo dimagrire, tutto diventa almeno un po’ più facile se l’umore è buono. C’è chi lo usa addirittura come metodo sistematico. Possiamo ben farlo anche noi. Non è poi così difficile e ripaga subito lo sforzo.

 

Per il momeno consigliamo l’articolo correlato: La sapienza dell’Athos: perché è utile anche ai laici.

https://adoratori.com/la-sapienza-dellathos-prima-parte-perche-e-utile-anche-ai-laici/